Cisti aracnoidea: cos’è e come trattarle

Cos’è una cisti aracnoidea? Si tratta di una lesione benigna e asintomatiaca relativamente comune. Questa lesione è associata al sistema nervoso centrale e colpisce sia l’interno del vano intracranico che la parte interna del canale spinale.
Di solito si localizza nella fossa media nelle vicinanze del lobo temporale oppure nella sede soprasellare, vicino al terzo ventricolo. Questo tipo di cisti può localizzarsi in ogni punto del compartimento intracranico, anche nella fossa cranica posteriore.

Cisti aracnoidea

I tre tipi di cisti aracnoidea

  • frontale
  • occipitale
  • sacrale
Causano sintomi differenti a seconda della localizzazioni e delle dimensioni della cisti.

Cisti aracnoidea sintomi

Come ogni malattia anche in questo caso vi è la presenza di sintomi
  • paresi: è quel tipo di disturbo che riduce parzialmente la mobilità di un distretto muscolare
  • decadimento cognitivo: è una situazione clinica di intermezzo fra il processo di invecchiamento e la demenza di lieve entità
  • emorragia spontanea: si tratta della fuoriuscita di sangue dai vasi sanguini e può colpire arterie, vene e capillari.
  • crisi comiziali: per dirla in un linguaggio meno tecnico, si tratta di epilessia.
Nel caso delle cisti aracnoidee abbiamo a che fare con cavità piene di liquido cerebrospinale. Queste spesso si sviluppano tra la base cranica e la superficie cerebrale oppure possono crescere anche sulla superficie aracnoidea.
Quando si sviluppano?
Molto spesso iniziano anche dai primi anni di vita durante l’infanzia, ma l’esordio può essere ritardato sino all’adolescenza.
Le cisti aracnoidee, nel caso non fossero trattate, potrebbero causare un severo danno neurologico permanente. Questo perché la cisti si espande fino a provocare un idrocefalo (si tratta della pressione intracranica che aumenta in modo esagerato) o emorragia. Molti casi si risolvono dopo il trattamento.
Dimensioni
La maggior parte delle cisti aracnoidea sono piccole e  possono essere di varie dimensioni e localizzate in qualsiasi punto del cervello. A volte le cisti possono crescere diventando anche molto grandi. I medici non riescono a capire in modo chiaro il perché di questa crescita e avanzano alcune ipotesi.
  • Uno dei motivi ipotizzati potrebbe essere il risultato di una secrezione di liquor all’interno della cisti o della costituzione di un meccanismo a valvola per cui il liquido che circola nello spazio subaracnoideo entra nella cisti ma non può uscire.
  • Un’ altra ipotetica situazione potrebbe essere questa: una intensa attività di secrezione di liquor da parte della cisti.
  • La terza ipotesi riguarda un probabile richiamo di liquido all’interno della cisti per un fenomeno osmotico per il quale si verifica passaggio di acqua da una soluzione meno concentrata ad una più concentrata.
I sintomi di una cisti aracnoidea dipendono dalle dimensioni e dalla localizzazione. Cisti piccole sono generalmente asintomatiche e riscontrate solo accidentalmente.
Cisti grosse possono, invece, causare deformazioni della teca cranica o macrocefalia (allargamento del cranio), provocando sintomi come:
  • cefalea: o mal di testa
  • crisi comiziali: epilessia
  • idrocefalo (il liquido cerebrospinale si accumula in modo eccessivo)
  • ipertensione endocranica
  • ritardo di sviluppo
  • modifiche comportamentali
  • emiparesi (paresi/plegia di un lato del corpo)
  • atassia (perdita del controllo muscolare)

Cisti aracnoidea come si cura

Il trattamento della cisti aracnoidea è sintomatico, ossia varia a seconda della sintomatologia .
quando compaiono i sintomi l’unico trattamento è la chirurgia.
  • Il trattamento può consistere nell’effettuare una craniotomia (apertura dell’osso), incisione della dura madre, resezione e apertura più ampia possibile della parete cistica in modo da creare una comunicazione con lo spazio subaracnoideo e consentire lo svuotamento. Tale procedura è pero lunga e gravata dalle complicazioni degli interventi neurochirurgici maggiori.
  • In alternativa un’altro intervento consiste nel posizionare un sistema di drenaggio permanente per sgonfiare la cisti, derivazione cisto-peritoneale, si inserisce un catetere di derivazione all’interno della cisti e si tunnelizza nel sottocute l’estremità distale fino ad inserirla nella cavità peritoneale dove il liquor può essere riassorbito, con la riduzione della dimensione della cisti .
  • Da anni si è sviluppata una metodica minimamente invasiva che prevede l’uso della tecnica neuroendoscopica, fenestrazione endoscopica, associa i benefici della derivazione con il vantaggio di una fenestrazione aperta evitando il posizionamento di uno shunt permanente.
  • Con il neuroendoscopio, tramite un piccolo foro di trapano sulla teca cranica, è possibile penetrare nella cisti e, sotto visualizzazione diretta, praticare un’apertura che mette in comunicazione la cisti con gli spazi subaracnoidei ripristinando la circolazione liquoreale con conseguente riduzione.
Quest’ultima metodica risulta la procedura di scelta in molti casi di cisti aracnidea.

Qual è l’aspettativa di vita

Sono lesioni che possono incidere sulla qualità della vita, non certo sulla sua durata.
 
 
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